Le mangiate del Commissario Maigret

Le mangiate del Commissario Maigret

Ordinami qualche bicchiere di birra e dei panini, ma niente mollica, eh…!

Commissario Maigret

Per Maigret, personaggio creato dallo scrittore belga Georges Simenon, il cibo fa parte della riflessione investigativa. Non sono solo panini senza mollica e pinte di birra che richiede al cameriere quando siede ad una brasserie, ma anche piatti più elaborati: il cassoulet (fagioli bianchi e carne d’oca o maiale o agnello, cotti in casseruola), la tripes à la mode de Caen (la trippa alla moda di Caen), la soupe à l’oignon (la zuppa di cipolle) e, in modo particolare, il coq au vin, ovvero il gallo al vino. Nei romanzi di Simenon è, praticamente, presente parte del patrimonio della cucina tipica francese.

Si tratta di ricette che la moglie del Commissario trascrive su un quaderno e che provengono dall’Alsazia, suo paese d’origine.  Nelle preferenze culinarie di Maigret, il gallo al vino occupa uno dei primi posti. Louise, prima di tutto sceglie con cura, dal suo macellaio di fiducia, un bel gallo di almeno due chili. Lo taglia a pezzi, lo lascia marinare per un paio di giorni nel vino bianco oppure nel rosso. In seguito, la cottura a fuoco lento (per una o due ore, a seconda che le carni dell’animale siano tenere o meno), avviene aggiungendo al gallo, immerso nell’acqua, lardo o pancetta, aglio, cipolline, carote, porro, prezzemolo, scalogno, alloro, funghi champignon. Infine, il tutto annaffiato, rigorosamente, con un bicchiere di ottimo cognac oppure (secondo le preferenze della signora Maigret) con della squisita prunella alsaziana.

Ogni sera Maigret, salendo le scale che lo portano al proprio appartamento in Boulevard Richard-Renoir, la cui porta viene aperta dalla moglie appena sente avvicinarsi il suo pesante passo, cerca di indovinare quale delizia culinaria la stessa gli abbia preparato. Quando il commissario rincasa, gusta il coq au vin dapprima con le narici, in seguito con il palato, comodamente seduto a tavola. E fa onore al lungo lavoro della moglie mangiandone, con appetito tre porzioni.

La ricetta del coq au vin la trovate qui.